Il fuffaguru della notte!


Sul palco sono intoccabili. 

Dietro il DJ booth, molto meno.

Santi e Peccatori vive nel backstage:

tra voci, dinamiche e reputazioni

che non finiscono mai sul flyer.

Qui non si celebrano carriere.

Si racconta quello che resta

quando il palco si spegne.

Tra i locali semi-vuoti e le chat degli organizzatori si aggira una creatura leggendaria, metà mito e metà tragicomica: il fuffaguru della notte. Ex DJ, ex promessa, ex fratello della scena. Oggi? Ex rilevante e campione mondiale di autolesionismo professionale.

Il fuffaguru si nutre di una miscela letale di invidia, gelosia e una fame di soldi più grande del suo talento ormai scaduto. Fa finta di combattere il “sistema”, ma il vero sistema che combatte è quello dentro la sua testa: una guerra tra il suo ego ipertrofico e la realtà che lo ha già messo in archivio.

Quando qualcuno – per ragioni che sfuggono alla logica – prova a offrirgli una data vera, lui non dice “grazie” come una persona normale. No, lui si mette di traverso, chiama i locali in segreto, pretende cachet da rockstar, line-up personalizzata, drink inclusi e pure l’autografo sul bicchiere. E, puntualmente, fa saltare tutto come un bambino che butta il gelato perché “non è come volevo io”.

Il fuffaguru della notte parla di “gestire il mercato” come se fosse il CEO di Spotify, ma l’unico mercato che sa gestire è quello delle sue scuse ridicole. Parla di pubblico, ma l’unico pubblico che si muove è quello delle sue notifiche ignorate.

Il risultato? Un clown triste, che si crede il re della festa ma è più fuori tempo di un Nokia 3310 senza batteria. Un DJ che ormai fa più ridere che ballare, e che continua a inseguire un passato che nessuno ha intenzione di rivivere.

Morale?
Se ti offrono una mano, non fare il fuffaguru e rompigli le scatole.
Se ti danno una data, sali sul palco invece di saltare la serata.
E soprattutto, accetta che la festa va avanti anche senza di te.

Perché il fuffaguru della notte non è un DJ.
È solo un mito sbiadito che si ostina a ballare da solo… e male.
Questa non è cattiveria è reputazione!

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