Terremoto nella scena Hard Techno: accuse di abusi scuotono l’universo elettronico
Da Bruxelles a Berlino, dagli afterparty underground ai palchi dei più grandi festival europei — la scena hard techno è al centro di uno degli scandali più dolorosi e divisivi degli ultimi anni nel mondo della musica elettronica.
L’inizio: una voce, centinaia di accuse
Tutto è partito alcune settimane fa da un account Instagram chiamato @bradnolimit, che si presenta come un ex rappresentante di Steer Management, agenzia di artisti con sede tra Parigi e Miami che curava decine di DJ della scena hard techno. Attraverso post e stories l’account ha pubblicato screenshot di conversazioni, testimonianze attribuite a vittime e accuse dirette contro figure di spicco del genere, affermando di comportamenti predatori, molestie e abusi sessuali non consenzienti.
I nomi più citati nei post e nelle condivisioni sui social includono artisti di fama internazionale come Shlømo, Basswell, CARV, Fantasm e Odymel — protagonisti fissi di line‑up di festival e palchi di musica elettronica in tutto il mondo.
Reazioni immediate: cancellazioni e rotture
Di fronte alla diffusione virale delle accuse — alcune fonti parlano di oltre 30 milioni di visualizzazioni giornaliere dei contenuti al picco della vicenda — organizzatori di eventi e agenzie di booking si sono mossi rapidamente.
• Steer Management ha sospeso la collaborazione con gli artisti coinvolti e avviato una revisione interna.
• Festival di primo piano come Verknipt, Awakenings, Digi Festival, REBELS Mexico e molti altri hanno rimosso dai loro line‑up vari DJ accusati, senza sempre specificarne i nomi, ma citando “serie preoccupazioni sulla sicurezza e sul benessere del pubblico”.
• Agenzie di booking e colleghi artisti hanno annunciato pubblicamente la fine o la sospensione delle collaborazioni con alcuni dei protagonisti, in attesa di sviluppi.
Le risposte degli artisti: denunce e negazioni
Le reazioni degli interessati alle accuse sono state variegate:
• Shlømo ha definito la campagna contro di lui come “una campagna diffamatoria basata su informazioni false o distorte”, annunciando anche un possibile ricorso legale e un temporaneo allontanamento dalle scene pubbliche.
• Odymel ha rilasciato una dichiarazione in cui ha menzionato una condizione medica di sonno associata a comportamenti sessuali come possibile spiegazione per quanto accaduto, pur dichiarandosi impegnato nel processo investigativo in corso.
• CARV ha ammesso di aver intrattenuto conversazioni private con alcune donne e di aver compiuto errori personali, pur affermando che non ci sono stati comportamenti non consensuali o criminali. 
• Fantasm ha pubblicato un video in cui nega fermamente le accuse, affermando che le stesse si sarebbero intensificate dopo la sua separazione dall’agenzia. 
Nonostante le dichiarazioni, è importante sottolineare che al momento non sono state confermate sentenze o verdetti giudiziari e molte delle affermazioni circolano ancora come accuse non verificate. 
Un “Me Too” della musica elettronica?
Molti osservatori, stampa specializzata e addetti ai lavori hanno descritto questa vicenda come un possibile “Me Too” per la musica elettronica, in particolare per i generi techno e hard techno, che storicamente hanno coltivato un’immagine di libertà, inclusività e comunità. 
La DJ e produttrice Amelie Lens, voce rispettata nella scena techno globale, ha pubblicamente sollecitato un maggiore impegno da parte degli uomini nel settore per responsabilizzarsi e creare ambienti più sicuri, denunciando come spesso le vittime debbano affrontare incredibili barriere per essere ascoltate. 
Il dibattito e le sfide per il futuro
La vicenda ha portato alla luce questioni profonde che vanno oltre i nomi coinvolti:
• La necessità di strategie chiare di segnalazione e protezione per il pubblico e gli operatori della nightlife. 
• L’importanza di codici di condotta nei backstage e nei festival, non più relegati alle sole policy astratte. 
• Il dibattito tra chi sostiene la presunzione di innocenza fino a prova contraria e chi ritiene che le accuse debbano essere affrontate con decisione per proteggere comunità e fan.
Per ora, lo scandalo rimane una storia in evoluzione: le indagini, i processi e le verifiche ufficiali devono ancora compiersi, ma la scena hard techno ha già subito conseguenze concrete, da cancellazioni di line‑up a rotture di rapporti professionali, e l’intero settore è costretto a confrontarsi con i propri demoni interni.

FANNO BENE A SPUTTANARLI!!
RispondiEliminaQuello che mette la scusa del sonnambulismo mi spezza 🤣
RispondiEliminaObymel: scusa se ti ho molestata sono sonnambulo 🥲
RispondiEliminaQuesta è gente malata
RispondiEliminaChe personaggi che a mio avviso erano pompati ed ora arriva tutto
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